Giairo Ermeti

Professionista su strada dal 2005 al 2013, ha partecipato a quattro edizioni del Giro d’Italia. Su pista è stato campione nazionale in quattro discipline differenti, inseguimento individuale e a squadre, scratch e omnium, vincendo in totale cinque titoli, uno invece il titolo italiano conquistato su strada nel 2004 con la Palazzago negli Elité SC. Corridore atipico, sperimentatore di materiali e posizioni è tuttora tester per diversi marchi che ne apprezzano le qualità di sensibilità e ricerca. Dal 2014 corre su bici T°RED, con la sua consulenza sono nate Aracnide Titanio, Manaia pista e Manaia Road Replica. Oggi nasce “H” una speciale versione monocorona di Aracnide A02AC Acciaio Disc che da prototipo viaggiante in cui NULLA è di serie tutto è diventato reale.
Unico lui, unica la sua “H“.

    ARACNIDE A02AD ACCIAIO DISC ((H))ERMETIC EDITION


    ACCIAIO? ROBA DA CORRIDORI
    Le specifiche

     

    “H” la rivoluzionaria Aracnide A02AD acciaio studiata e realizzata per Giairo Ermeti è un vero laboratorio su due ruote. Le tubazioni proprietarie in acciaio al niobio 2640 hanno un fodero posteriore orizzontale ridisegnato per poter ospitare corone fino a 55T in posizione 1×11 ma mantiene la possibilità di ospitare la tradizionale “doppia”. Stack ridottissimo con uno sterzo da 111 mm per Ermeti (su un orizzontale da 539mm) rendono “H” un acciaio da corsa contemporaneo “da Giro d’Italia”.

    • RACE GEOMETRY

      Stack ridottissimo e piantone più inclinato sono le caratteristiche fondamentali della geometria di “H” volute da Giairo che da buon pistard ama posizioni in sella avanzate con poco arretramento

    • 1x11. Per fare tutto.

      Corona 54T sulla pedivella Rotor Aldhu e pacco pignoni 11-36, cockpit monoscocca TOOT BLK-R5 e le nuove ruote TOOT SUNBLADE con mozzo e raggi in carbonio.

    • CUSTOM FINISHING

      Il telaio di Giairo mostra l’acciaio naturale con un triplo processo che parte da un trattamento anti corrosivo poi sabbiato solo all’esterno e rivestito con un coating trasparente prima della verniciatura con un rosa perlato “GIRO”

    SRAM FORCE 1X11  + ROTOR ALDHU 1X
    Allestimento TOOT AERO

     
    Giairo è uno sperimentatore, lo è stato da corridore, è stato tester per alcuni dei più importanti marchi al mondo ma ha deciso di scegliere T°RED per la capacità di innovazione, velocità nel recepire idee e approccio sperimentale che non ha mai trovato in altri marchi che comunque continua ad amare ed apprezzare per la loro storicità. ((H)) è una bici proiettata al futuro con radici nel passato. La lega di derivazione aerospaziale 2640 Acciaio Niobio è stata trafilata con sezioni e profili ancora più estremi per l’uso con la monocorona 54T che Giairo ha deciso di adottare insieme alla cassetta Sunrace 11-36.

    Aracnide A02AD ACCIAIO ((H)) EDITION DISC

    COCKPIT > TOOT AERO
    GRUPPO > SRAM Force 1×11
    PINZE FRENO > TRP SLC CARBON
    ROTORI > Carbo/cercamic (prototipo)
    GUARNITURA > ROTOR ALDHU 1X 54T
    RUOTE > TOOT SUNBLADE (prototipo)

    Peso complessivo 7.690 gr.

    GEOMETRIA DA CORRIDORE
    CON IL COMFORT DELL’ACCIAIO

     
    Giairo è noto sia per la sua carriera su strada che per i cinque titoli italiani conquistati in pista. Pilastro della nazionale sia nell’inseguimento che nelle discipline endurance ha sempre curato molto la posizione in bici cercando spesso di allungarsi al limite del regolamento. E’ nota la sua passione per lo “Sphinx” manubrio “inventato” dall’australiano pluri Campione del Mondo Cameron Meyer e messo fuori regola dall’UCI già da qualche anno. Poter lavorare sulle geometrie insieme al Design Team di T°RED gli ha permesso finalmente di avere quelle quote impossibili da trovare su una bici di serie. Solo 111mm lo sterzo su un orizzontale da quasi 540mm con cockpit TOOT AERO R5 con attacco da 130mm.
    Novità assoluta invece le ruote TOOT SUNBLADE (che trovate nella sezione accessori) rigide, aerodinamiche ed estremamente leggere ideate da Bianca Lab e sviluppate da TOOT Engineering per non rinunciare a nulla.

    SUNBLADE  IN CARBONIO
    Ruote estreme con il cervello.

     
    “E’ facile fare le cose belle quando poi non funzionano” è un motivo costante di Giairo Ermeti passo serate a cercare novotà su instagram o in rete aspettando sempre di trovare la novità esaltante poi la giro a Romolo e…l’aveva giù vista un anno fa. Capite perchè T°RED? E’ un paniere di idee che hanno l’ambiente giusto per diventare reali anche grazie all’aiuto che noi corridori possiamo dare con sensazioni e feeling
    Quando Romolo mi ha parlato per la prima volta delle SUNBLADEsono stato subito incuriosito. Ruote con mozzo e raggi in carbonio incollati ne esistono ma per freni a disco tanti hanno avuto problemi. Romolo mi presenta la soluzione come semplice. “dal lato dove deve essere più rigida le incollo, ma dall’altro voglio poterle tensionare come ruote tradizionali.” sembra facile ma cosa fai? Filetti il carbonio? Il lavoro di Bianca e del TOOT Engineering è stato complesso e difficile ma oggi le SUNBLADE
    sono una relatà con un peso di soli”1430 grammi” e una rigidezza e aerodinamicità da fare invidia a una ruota a razze. “Il peso da solo è un numero vuoto”” dice spesso Giairo che preferisce ruote rigide anche con qualche grammo in più.

    “Sono una bomba, “H”, credetemi”

    IL PARERE DI  GIAIRO ERMETI
    “E’ una bici futurista. Non esiste niente di simile e più veloce va più diventa bella”

    Quando l’ho vista per la prima volta ho subito pensato alla “FUTURISTA” la reinterpretazione della Lancia Delta Futurista raccontata da Eugenio Amos di AMOS AUTOMOBILI che ha unito soluzioni tecniche moderne alle iconiche forme dalla Integrale di Chivasso. In ((H)) rivedo le forme classiche e tradizionali delle bici con cui ho iniziato ma tutto è nuovo, estremo, sperimentale. Dal nuovo carro posteriore studiato per il monocorona (aspettando l’1×13 ROTOR…) alle ruote TOOT SUNBLADE full carbon con raggi incollati sul mozzo e tensionati “a nipplo” verso il cerchio.
    Ho voluto provare diversi rotori disco sperimentali con le pinze meccaniche TRP SLC che avevo già provato mesi fa con grande sorpresa ed entusiasmo una coppia in carbonio con riporto cercamico e una coppia in lega di alluminio con un trattamento di indurimento carboceramico M.A.O. che sembra essere un’ottimo compromesso tra leggerezza e qualità della frenata. Rigida, aerodinamica ma classica elegantissimacon quel rosa cangiante intenso accoppiato all’acciaio sabbiato grezzoDa fastidio vederla ferma, è un oggetto fatto per correresenza mezze misure. Con una bici così, magari con la “doppia” potresti farci oggi il Giro d’Italia e vincerlo.
    Il comfort dinamico che offre l’acciaio su una gara di tre settimane? Beh credo sarebbe un’arma in più per qualsiasi corridore in lizza per le posizioni che contano.” Che Giairo stia cercando una squadra per il 2019?