Alessandro Petacchi

Professionista dal 1996 al 2015 con caratteristiche di sprinter puro, soprannominato Alejet, vanta 27 vittorie di tappa al Giro d’Italia, 6 al Tour de France e 20 alla Vuelta a España. È stato il primo ciclista in grado di vincere in un solo anno almeno due tappe in ciascuno dei tre grandi Giri. Ha inoltre vinto la classifica a punti in tutti i grandi Giri e vestito la maglia rosa per sette giorni. Con 187 successi, fra i quali si ricorda una Milano-Sanremo, è il quarto corridore italiano con più vittorie da professionista. Si auto definisce un corridore “pignolo” che si sistema le sue bici con le misure corrette per pedalare a modo. Ha avuto per più di un mese Aracnide Carbonio ma quando ha provato Aracnide Titanio non ha avuto dubbi anche se poi…

    ARACNIDE A02RD TITANIO DISC ALEJET EDITION


    TITANIO DA VELOCISTI
    Le specifiche

     
    Aracnide A02RD Titanio ALEJET EDITION è stata sviluppata insieme ad Alessandro Petacchi dal CUSTOM SHOP T°RED sulla base della collaudata A02RD VEDOVANERA. Alessandro è stato uno dei più grandi velocisti di tutti i tempi e il suo fisico, la sua potenza e le sue caratteristiche restano parte del suo DNA. Alessandro ha sempre voluto una bici lunga (è alto 184cm) ma estremamente rigida e reattiva sullo scatto quanto stabile nella volata. Oggi in cui alterna un uso di allenamento da corridore e quello del piacere di un giro tra amici ha trovato in Aracnide Titanio il giusto equilibrio spesso ricercato anche nelle sue bici da gara.

    • RACE GEOMETRY

      Il telaio di Alessandro ha uno stack molto ridotto rispetto a un orizzontale corretto per le sue misure. Questo è dovuto alla posizione che riesce (e vuole) avere in bici sia da seduto che in volata.

    • SUPER STIFF COMPONENTS

      Per le sue caratteristiche, Alessandro non ha mai cercato una leggerezza esasperata ma componenti rigidi e di grande feeling.

    • CUSTOM PAINTING

      Il telaio in titanio sabbiato di Alessandro ha una grafica estesa sulla parte inferiore del tubo obliquo e su tutto l’orizzontale nella parte superiore in un esclusivo blu metallizato

    SRAM eTAP  + ROTOR ALDHU
    Allestimento TOOT AERO

     
    Alessandro ha optato per un gruppo SRAM eTAP ma con pedivella ROTOR Aldhu 53-39 da 172,7 l’unica con la nuova “THE THING YOTTALIGHT” di TOOT ad avere un asse dedicato per la linea di catena delle biciclette con freni a disco. Alessandro ha preferito l’alluminio di Rotor per la sua scarsa propensione a componentistica estremamente leggera. Anche la componentistica rispecchia il carattere da “sprinter” di Alessandro. Cockpit TOOT AERO con stem in alluminio da 130mm e manubrio R1 con sezione aero e reggisella USE SUMMIT CARBON con arretramento 10mm per mantenere una posizione avanzata. Alessandro sta testando il prototipo di una nuova ruota TOOT in uscita a metà gennaio 2019 con profilo “U-DROP”, costruzione continua in carbonio “twill” ed assemblaggio a mano in versione per tubolari e un inedito kit di rotori disco da 140mm con pista frenante in alluminio e riporto carboceramico.

    Aracnide A02RD TITANIO ALEJET EDITION DISC

    COCKPIT > TOOT AERO
    GRUPPO > SRAM eTAP
    PINZE FRENO > TRP SLC CARBON
    ROTORI > FR13-AC 140mm (prototipo)
    GUARNITURA > ROTOR ALDHU 53/39
    RUOTE > TOOT FIFTY.1 TUBOLARE (prototipo)

    Peso complessivo 7.650 gr.

    FRENI A DISCO MA MECCANICI
    TRP SLC CARBON

     

    Alessandro non ha mai corso in carriera con i freni a disco ma è un ottimo “biker” e prossimamente affronterà in MTB nuove sfide sportive. Tuttavia è sempre stato incuriosito dal freno a disco sulla bici da strada soprattutto per l’aumento di rigidezza conferito alla forcella dal perno passante e dal carro più largo che in volata offre una “impronta” a terra maggiore e una trazione superiore in volata.
    Dopo aver testato diversi impianti ha scelto di usare le esclusive pinze TRP SLC CARBON a doppio pistoncino ma con comando e leve meccaniche per mantenere il feeling con la “staccata” nelle mani senza passare attraverso la “mediazione” dell’impianto idraulico e conservare le leve dei comandi più piccole ed ergonomiche dei comandi tradizionali.

    • TRP SLC CARBON

      Freno a disco meccanico che offre prestazioni superiori con un’impostazione incredibilmente semplice. E’ una pinza per freno a disco meccanico azionata da un doppio pistone che fornisce una forza di serraggio precisa ed estremamente modulabile. Ciò si traduce in usura uniforme del rotore e nel maggior feeling con la leva e il freno. Doppia regolazione della distanza pastiglie disco e regolazione del cavo manuale per semplificare la messa a punto. Tutto questo in soli 146 g compatibili con tutti i comandi freno meccanici.

    VEDOVANERA  MA CON “CLASSE”
    Finitura sabbiata e verniciatura custom

     
    “La Classe non la vendono sugli scaffali del supermercato” dice scherzando Alessandro Petacchi durante un giro in bici verso Monte Marcello. E’ sempre stato elegante in volata anche quando ha tenuto la testa per cinquecento metri senza scomporsi, anche nell’esultare a braccia alzate, nella vita come in gara la “classe” dello spezzino, centrottantasette vittorie in carriera, non si è mai messa in discussione.
    E gli “garbava” per dirla a suo modo, una bici che avesse classe, che lo riportasse a grafiche sobrie ed eleganti ma con uno spirito racing, aggressivo. D’altra parte sperate di non sfidare mai Alessandro in volata adesso se vi dovesse capitare di incrociarlo senza riconoscerlo…
    La livrea della “VEDOVANERA” gli è subito “garbata” ma lui, uomo fi mare, voleva qualcosa di più luminoso, solare. Così insieme ai ragazzi del CUSTOM SHOP sono state fatte diverse prove sulla finitura del titanio sabbiata della “VEDOVANERA”. Il blu scelto da Alessandro è noto nel mondo “Racing Automotive” per essere stato utilizzato da BMW nella serie M e prende il nome da una località marina portoghese, Estoril.
    Anche la grafica, con parti verniciate più estese rispetto ai telai “FACTORY” porta il fregio “ALEJET” sull’orizzontale con “classe” senza ostentare, e un numero sul manubrio.

    Centottantasette.

    IL PARERE DI  ALESSANDRO PETACCHI
    “Adesso finalmente ho la MIA bicicletta”

    In vent’anni di carriera e otto squadre ne ho usate di biciclette. Anche se sono un corridore moderno, da carbonio insomma, ho cominciato dall’acciaio a finire alle bici più recenti e commerciali. Un corridore da tutto quello che può con il materiale che ha ma per un velocista fidarsi del proprio mezzo è fondamentale. Quando corri su una bici “a modo” non pensi ad altro che ha dare il 110%, a tenere la testa bassa fino al traguardo. Rumori, vibrazioni, flessioni, incertezze quando sei sul filo dei 70 all’ora non sono alleati della migliore prestazione. Eppoi essendo un “lungo” ho sempre avuto qualche problema con le taglie standard. Una bici lunga ha lo sterzo alto e io non mi ci trovo. E quindi taglie più piccole, attacchi da 130…140… con le logiche conseguenze sull’equilibrio complessivo della bici. Ma quando sei corridore devi correre. E basta.  Ora mi sto allenando per una nuova avventura, ho avuto modo di provare Aracnide grazie a un amico ex compagno di squadra e… ho trovato la MIA bici.
    Con il Design Team e Romolo Stanco abbiamo lavorato su quelle geometrie che non ho mai potuto avere, tubo sterzo basso, orizzontale lungo. Aracnide è una bici incredibile, reattiva, sembra ‘na molla, mi sarebbe piaciuto averla in gara in qualche volata. E’ rigidissima sui pedali, ma si guida da dio e con i freni a disco anche quel pazzo mio amico Robert in discesa resta dietro. E potresti starci in sella un giorno intero, tornare a casa e aver voglia di riprenderla subito.
    Perché i freni a disco meccanici? Me lo chiedono tutti…
    Voglio essere io a decidere quanto frenare, qui ho trovato potenza ma una modulabilità che non avevo mai trovato con impianti a disco idraulici. Frenata potente e nessun rischio di inchiodate non volute…”